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Lacaioli: fori nella vasca percolato e superati i limiti di emissioni

Trasimeno srl vista alto620

Ottenuta l’Autorizzazione Integrata Ambientale a gennaio 2016, il cammino della Trasimeno srl verso il nuovo impianto è andato incontro a una serie di “incidenti di percorso”.

Dopo che il M5s ha scoperchiato il vaso di Pandora dell’impianto di compostaggio sulle rive del lago, il Comitato nato per dire No alla sua costruzione ha portato avanti la battaglia contro il nuovo centro ma anche per la messa a norma del vecchio, che nel tempo ha provocato gravissimi disagi. Dopo le segnalazioni del Comitato, ARPA e USL1 hanno effettuato una serie di controlli in seguito ai quali sono emerse varie irregolarità, alcune particolarmente importanti.

Da subito il M5s ha denunciato l’assurdità di un centro di compostaggio, sia quello esistente che quello in progettazione da 33.000 t., a soli 500 metri dal lago, in una zona così delicata dal punto di vista naturalistico, sottoposta giustamente a vincoli di tutela, individuando nel rischio di sversamenti del percolato una delle prime minacce ambientali. Ora ARPA nelle sue ispezioni ha riscontrato la presenza di fori nel telo di impermeabilizzazione della vasca di raccolta del percolato. Da questi fori il percolato, una volta raggiunto il livello, comincia a defluire nel suolo circostante. Come dimostrano le stesse analisi di ARPA, il percolato in questione è una sostanza particolarmente inquinante nel caso di sversamenti sul terreno e nelle acque superficiali. Una vera maledizione per il nostro lago.

Ancora, irregolarità ARPA le riscontra nel funzionamento del biofiltro e nei processi di abbattimento e contenimento delle polveri.

Per molti anni gli abitanti della zona hanno denunciato agli enti competenti, ARPA per prima, il deposito di polvere nera in ogni parte delle loro abitazioni e l’odore nauseante, finora senza avere conferme dagli enti interpellati. Adesso ARPA non solo appura le inadempienze della ditta nel controllo delle emissioni ma, in seguito all’analisi dei campioni, documenta il superamento di più del doppio dei limiti di ammoniaca e di sostanze organiche volatili in corrispondenza dei punti di emissione.

Anche se non conosciamo il dettaglio delle SOV presenti, non si tratta di una bella faccenda: le sostanze in eccesso non solo sono causa di cattivi odori ma l’azoto ammoniacale è tossico per gli organismi viventi e le SOV possono avere effetti sul sistema nervoso centrale e sull’apparato respiratorio.

Quello di Lacaioli è quindi un sito ad alto rischio di emissioni nocive, sia nell’acqua, sia nel terreno, sia nell’aria.

[Qui la sezione del sito sul compostaggio ai Lacaioli con articoli, documenti e ordinanze]

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