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Incentivi fantasma sui rifiuti

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Gli incentivi sulla tassa sui rifiuti sono stati presentati dall’amministrazione in occasione del consiglio comunale sui tributi locali e ribaditi durante la recente approvazione del bilancio preventivo 2018. In seguito sono stati illustrati al tavolo di concertazione del Comune con sindacati e associazioni di categoria e pubblicizzati tramite la stampa locale.

Da un paio di mesi, quindi, i nostri amministratori comunali vantano agevolazioni e riduzioni sulla Tari che però non trovano alcun riscontro nei fatti. Una presa in giro bella e buona!

Parliamo in particolare di 3 provvedimenti: gli incentivi sulle nuove aperture, quelli sulla raccolta differenziata e quelli sul compostaggio.

Per le nuove attività che aprono nei centri storici il comune parla di una riduzione del 30% della Tari per i primi 3 anni di attività senza che ci sia alcun atto di giunta, determinazione dirigenziale o accantonamento a riguardo. Al momento quindi rimane un’intenzione.

Sugli incentivi ai privati per la raccolta differenziata domiciliare la situazione è ancora più grave: l’amministrazione sbandiera con tanto di tabelle esplicative riportate anche su “Comune informa“, il periodico che spedisce a casa di tutti i residenti, una serie di riduzioni che variano da 15€ a 50€ a famiglia in base ai componenti e al numero di svuotamenti del secchio nero dei rifiuti indifferenziati.
Queste riduzioni sono scritte nell’articolo 19 del regolamento sulla Tari fin dal 2014 ma i cittadini non ne hanno mai beneficiato. Per alcuni anni, infatti, l’ultimo articolo del regolamento recitava candidamente: “Non si applica l’art.19”, senza dare spiegazioni. Dal 2017 invece il motivo ufficiale delle mancate riduzioni è che è partita la sperimentazione e bisogna aspettare il termine. I cittadini stanno ancora aspettando!

Infine gli incentivi previsti per il compostaggio domestico. Dal 2017 il regolamento Tari prevede per chi si adopera in questa buona pratica una riduzione del 20% sulla parte variabile della tariffa. Per ottenerla occorre ritirare la compostiera in ricicleria o, per chi già ne è in possesso, darne comunicazione al gestore dei rifiuti TSA. Qui siamo al paradosso: in questo caso la detrazione stabilita non è mai stata applicata per supposti problemi di comunicazione dell’elenco dei beneficiari tra Comune e TSA. Problemi che evidentemente nessuno ha interesse a risolvere!

L’indolenza del comune nella gestione dei rifiuti è palese: non c’è controllo sul ciclo dei rifiuti, non si incentiva la differenziata, non viene attuato il porta a porta per l’umido e non si promuove il compostaggio domestico, nonostante da oltre un anno una specifica mozione del Movimento 5 stelle sia stata approvata all’unanimità. Se poi si considerano le inchieste su TSA e il conflitto di interessi di una società che è allo stesso tempo responsabile della raccolta differenziata e gestore di una discarica, il mix per i cittadini e per l’ambiente è deleterio.

Occorre subito invertire la rotta e tornare ad una gestione completamente pubblica dei rifiuti.

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