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Disastrosa la gestione PD della piscina

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Gare deserte, allagamenti e nessuna vera progettualità per il futuro

Dopo due bandi andati deserti, l’amministrazione tenta per la terza volta di affidare la piscina con un bando più appetibile fino al 2020 ma inserisce nella stessa delibera anche l’impegno per l’affidamento esterno dal 2020 al 2045.

Non c’è pace per la piscina comunale. Dopo i vari ritardi nei lavori di riqualificazione, nelle parole del sindaco Batino il primo bando doveva garantire la riapertura della piscina a settembre ma, come previsto dal M5s, la gara è andata deserta. Un affidamento di 10 mesi era chiaramente troppo breve per garantire una gestione economicamente sostenibile. Le minoranze avevano presentato, infatti, un emendamento per allungare i tempi di gestione al 2020, bocciato con presunzione dalla maggioranza. L’amministrazione ha poi tentato frettolosamente un affidamento per 8 mesi all’associazione dilettantistica UISP di Siena e Perugia senza successo. In seguito la giunta comunale ha provato la strada della gestione diretta per poi ripensarci.  

Nel frattempo il comune ha speso altri 50.000 € per manutenzioni straordinarie alla copertura, pulizie straordinarie, sostituzione ventole dell’impianto e rifacimento del quadro elettrico in seguito ad un allagamento dovuto al mancato azionamento della pompa di emergenza.

L’amministrazione decide ora di indire un terzo bando. Questa volta i mesi di gestione salgono a 18, come richiesto inizialmente dalle minoranze.  

Nel frattempo i castiglionesi, pur avendo la piscina in casa, frequentano altri impianti (Montepulciano, Camucia…), aperti da settembre, e si sono iscritti altrove ai corsi autunnali e invernali, con grandi disagi.

La giunta PD però si spinge oltre: non contenta dei penosi risultati ottenuti finora, vuole ipotecare anche il futuro e, nell’ultimo consiglio comunale, mette in votazione in un’unica delibera sia la gestione breve fino a giugno 2020 che l’impegno a redigere un bando per una successiva gestione 25ennale degli impianti con realizzazione di una piscina all’aperto. Una decisione prematura e incomprensibile, tanto che manca a tutti gli effetti un vero progetto. Ancora una volta si rischia di progettare un’opera insostenibile per il comune e per il gestore: così è stato per l’acquario, un buco nero che ha fagocitato milioni di euro, così potrebbe essere anche per la seconda sala del cinema Caporali. La contrarietà del Movimento 5 stelle a questo modus operandi è netta.

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