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Coop Centro Italia cambia verso

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Il 1° febbraio Coop Centro Italia ha presentato il nuovo piano industriale: in 3 anni apertura di 20 unità produttive tra Toscana, Lazio e Umbria e aumento del fatturato da 600 milioni a 1 miliardo, assunzione di 1.300 dipendenti fino al raggiungimento di 4.000 lavoratori nel 2019. Il gruppo vuole espandersi e dopo l’acquisizione del marchio Superconti la direttrice di espansione è verso Sud, nel ternano e oltre. Ma se per il futuro Coop Centro Italia prevede risultati fantastici, il presente è amaro, soprattutto per l’area del Trasimeno.

Coop ha deciso di specializzare i magazzini: a Terni andrà tutto il ‘fresco’ (carne, salumi, latticini, frutta e verdura) a Castiglione del Lago i ‘generi vari’. La specializzazione si traduce per il territorio castiglionese in una cinquantina di esuberi, a cui, sosteniamo noi, vanno aggiunti tutti i lavoratori precari (stagionali, a tempo determinato, ecc.), e mentre per i primi è previsto un piano di ricollocazione, tutto comunque da verificare, per gli altri nessuno sembra essersi posto il problema e verosimilmente semplicemente non verranno riassunti. Per chi rimane poi nel magazzino castiglionese il destino sembra essere quello della terziarizzazione: non saranno più dipendenti dell’azienda, ma di una cooperativa terza, con conseguenze su salari, orario lavorativo e diritti.

La logica che sta alla base di queste scelte è fondamentalmente quella del profitto, aumentare il fatturato e rientrare dagli investimenti: le economie vengono però fatte a spese dei lavoratori e del tessuto economico di un’area. Nel territorio esiste infatti una rete produttiva, logistica e di servizi legata alla presenza dei magazzini ed è secondo noi assai probabile che queste scelte avranno conseguenze negative anche su questo tessuto.

Eppure Coop per anni ha veicolato un messaggio di etica e rispetto del lavoro e di attenzione verso il territorio. A guidare la sue scelte sono invece considerazioni prettamente economiche e forse politiche.

Dopo l’invio di un’interrogazione al sindaco sull’argomento lo stesso ci ha invitato, insieme alle altre minoranze, ad un incontro col presidente di Coop Centro Italia, Raggi. Nel rispondere ad alcune domande del Movimento 5 stelle, il Presidente è stato piuttosto esplicito: Castiglione del Lago non è più considerata un’area strategica, se dovesse decidere adesso dove aprire una centrale magazzini non sarebbe in questo territorio. Nel tempo quello tra Coop Centro Italia e le amministrazioni castiglionesi, sempre di centro-sinistra, è stato un matrimonio felice, lo dimostra la piena disponibilità infrastrutturale che il nostro Comune ha dato alla cooperativa negli anni: strade disastrate e ampliamenti logistici ne sono la testimonianza. Adesso qualcosa è cambiato. Ci chiediamo, se il nostro territorio non è più strategico e se non intervengono altre considerazioni, al di là del profitto, a legare Coop all’area lacustre, ci potrebbero essere in futuro ulteriori conseguenze per i magazzini castiglionesi?

L’incontro successivo che si è tenuto con i sindacati non è stato a questo proposito rassicurante. Al di là di alcuni punti fermi che il sindacato terrà nelle trattative con l’azienda, non sembra ci sia stata un’analisi puntuale delle conseguenze sull’indotto, né un esame della situazione dei precari, né una visione sui futuri sviluppi che potrebbe avere la vicenda. Addirittura ad ora non si vedono scioperi né picchetti, nemmeno uno striscione davanti i magazzini: questo ci sorprende molto.
L’impressione è che il sindacato sia arrivato alla presentazione del nuovo Piano industriale impreparato e davvero poco agguerrito. Se infatti in risposta a nostra domanda ha dichiarato di conoscere solo da due mesi il Piano industriale, c’è da dire che l’acquisizione di Superconti risale a fine 2014 ed è da quel momento, in attesa della pronuncia dell’antitrust, che cominciano ad aprirsi i nuovi scenari e che secondo alcuni si comincia a parlare di specializzazione dei magazzini. Era più di un anno fa, a volerlo c’era il tempo per preparare un piano d’azione ben più incisivo, in comunione anche con le amministrazioni locali.

2 comments

  1. Purtroppo l profitto governa il mondo, la politica dovrebbe farsi da intermediaria per difendere le persone che rischiano di perdere il lavoro o essere catapultate chissà dove. Non sempre è così, specialmente se le aziende in questione hanno con la politica rapporti particolari. La questione mi preoccupa non poco, visto che questa azienda è l’unica nel nostro territorio che fino a oggi garantiva lavoro, tra dipendenti e indotto. Non è giusto che questi ni industriali” passino come un rullo sopra le persone, specialmente se l’azienda è così florida come dicono i dati; lo capirei di più se, in un momento di crisi, si chiedessero sacrifici ai lavoratori per evitare il peggio.
    S.

  2. Ilaria Gabrielli

    é talmente comune la melma in cui per anni hanno sguazzato Coop, Sindacati e Partito, sono talmente gli intrecci, favoritismi e assunzioni clientelari che nessuno ha le mani libere per pretendere alcunchè. Se mai ci sarà una difesa del sindacato, sarà solo di facciata ma niente di sostanziale e la Cooperativa farà tutto ciò che vuole. La Coop sei tu…

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