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Arrivano 15 mln di euro: parte l’unione dei comuni

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Martedì 12 luglio gli otto sindaci del Trasimeno, benedetti dalla presidente della Regione, hanno firmato l’atto costitutivo dell’Unione dei Comuni, o di quella che più modernamente chiamano la Città del Trasimeno. Ma se, come è stato dichiarato, “l’idea di città unica … deve essere un sentire comune dei cittadini”, allora cominciamo male. I cittadini un anno fa non conoscevano lo Statuto della costituenda Unione quando questo è arrivato nei consigli comunali per essere votato, poi il vuoto e oggi di questa Unione conoscono solo le righe risicate comparse sulla stampa e sulle testate on-line. Nessuno dei Comuni del Trasimeno ha attivato processi partecipativi per informare e coinvolgere la cittadinanza, e certo l’incontro pubblico di martedì era ad uso pressoché esclusivo di stampa e addetti ai lavori: giorno feriale, ore cinque del pomeriggio, su un’isola.

Dagli articoli di stampa di questa Unione dei Comuni si apprende ben poco:

1) Sarà a costo zero.

Tutti lo dicono, ma l’Unione dei Comuni avrà un ufficio di segreteria e di ragioneria, un numero imprecisato di impiegati, un suo bilancio e dei revisori dei conti, quindi dei costi reali che secondo le amministrazioni saranno compensati dai minori incarichi del personale comunale. Però, a quanto sappiamo, non esiste alcuno studio di fattibilità dove questi risparmi siano scritti nero su bianco.

2) Il consiglio sarà composto di 24 membri, 16 di maggioranza (di cui gli 8 sindaci che compongono la giunta), 8 di opposizione.

Ma nella logica dello Statuto dell’Unione la minoranza viene considerata un’entità unica, quando invece è formata da forze portatrici di istanze differenti. Così, poiché per ogni comune andrà un unico consigliere di minoranza, non tutte le opposizioni dei diversi comuni saranno presenti, con una grave lesione del diritto ad essere rappresentati dei cittadini.

Ma che cosa farà quest’Unione dei Comuni? Questo non è chiaro. Secondo lo Statuto molte cose: si occuperà di sociale, turismo, servizi informatici, progetti di sviluppo di area vasta e di accesso ai fondi europei. In realtà, non si è mail parlato di un piano su come gestire le funzioni condivise.

Di sicuro ci sono in arrivo 15 milioni di euro. Tanto vale l’Investimento territoriale integrato (ITI) per il Trasimeno, che in quanto area di particolare pregio ambientale può accedere a risorse plurifondo da spendere appunto con progetti integrati. Di questo soprattutto si è parlato martedì, di questo bel mucchietto di soldi in arrivo da spendere per la tutela del paesaggio e dell’ambiente, per le PMI, l’inclusione sociale, la comunicazione ecc. Anche qui, in tanta genericità è difficile individuare una vera strategia territoriale. L’Unione dei Comuni, priva di una reale coerenza interna e caratterizzata da un’indefinitezza di funzioni e servizi, dopo anni di tentativi falliti, pare nascere ora sotto il segno dei 15 milioni di euro. Questi soldi meritano di essere investiti in progetti dall’ampio respiro, sia territoriale che temporale, uno, secondo il M5s, potrebbe essere un piano per la tutela della salute delle acque del Trasimeno che intervenga sulle principali fonti di inquinamento, sui depuratori e sulla salvaguardia dell’area perilacuale. Il rischio è invece che un ulteriore ente inutile, la neonata Città del Trasimeno, serva a intercettare i fondi, a spartirli tra i vari Comuni che li utilizzeranno per investimenti locali, spesso semplici manutenzioni, senza alcun reale progetto d’area condiviso con la cittadinanza in grado di incidere sul territorio.

 

Stefano Bistacchia – Consigliere M5s Castiglione del Lago

David Cerboni – Consigliere M5s Castiglione del Lago

Ilaria Gabrielli – Consigliere M5s Città della Pieve

Roberto Passerini – Consigliere M5s Magione

Valerio Spanu – Consigliere M5s Panicale

Stelvio Olivi – Consigliere M5s Piegaro

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