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Analisi acque al Trasimeno: va davvero tutto bene?

Lago Trasimeno al tramonto 620

Mentre a Festambiente Umbria Amministrazione, Arpa e Legambiente si congratulano a vicenda, il M5S interviene ricordando i nodi critici per il Trasimeno (depuratore, sversamenti di liquami e centro di compostaggio) e la proposta ignorata sull’agricoltura senza chimica lungolago

A fine luglio c’è stata la festa di Legambiente del Trasimeno, momento clou la presentazione dei risultati delle analisi delle acque del nostro lago effettuate da Goletta dei laghi. Incontro al club velico castiglionese, presenti in pochissimi, per lo più addetti ai lavori. Grande soddisfazione per la salute del Trasimeno tra tutti i relatori: Legambiente fa i complimenti all’Amministrazione, l’Amministrazione fa i complimenti all’Arpa, l’Arpa fa i complimenti a Legambiente.

Siamo sicuri, però, che ci sia da stare così allegri? Sul Trasimeno sono stati fatti prelievi, per verificare soltanto la presenza di batteri fecali e non altri inquinanti, su 8 punti considerati critici: 3 nel Comune di Passignano, 2 in quello di Tuoro e 2 nel Comune di C. Lago: foce torrente Anguillara e foce torrente Paganico. Di questi, 7 sono risultati “nei limiti”, uno, la foce del Torrente Paganico, altamente inquinato.

Qui, oltre al rischio di sversamenti abusivi di liquami dagli allevamenti zootecnici, scarica il depuratore di Castiglione del lago. A questo proposito, ricordiamo che Umbria Acque ha elaborato un progetto di riqualificazione del collettamento degli scarichi fognari di un’ampia area del Trasimeno, finanziato con 10 milioni di euro, per lo più fondi regionali e statali e almeno mezzo milione di euro prelevato sulle bollette pagate dai cittadini. Il progetto prevede 2 soli depuratori, perché, a dire di Alessandro Carfi, ex-amministratore delegato di Umbria Acque, l’ammodernamento di tutti quelli esistenti sarebbe stato troppo costoso: quello di Montesperello, a Magione, e quello castiglionese di Madonna del Soccorso. La riqualificazione parte 2 anni fa, data annunciata del completamento: primavera 2015. Il nuovo piano viene presentato in Consiglio comunale a Castiglione del Lago a luglio 2013; sono passati 2 anni, il progetto (sulla bontà del quale, per altro, abbiamo grossissimi dubbi, in quanto comporta interventi di forte impatto nel territorio e fa del depuratore castiglionese una sorta di cloaca maxima ai bordi del Trasimeno) non è affatto completato e la foce del Paganico presenta livelli doppi di inquinamento rispetto a quelli consentiti.

Ancora, Legambiente dichiara che i punti critici in cui effettuare le analisi sono stati individuati grazie al lavoro del regionale e alle segnalazioni dei cittadini. Ci auguriamo che per le prossime analisi Legambiente possa prendere in considerazione anche altri punti, sui quali noi abbiamo ricevuto più di una segnalazione e che abbiamo provveduto a comunicare all’associazione, anche se non a ridosso di zone di balneazione: la foce del Fosso Spina e la foce del rio Pescia, in zona Lacaioli, dove si ripetono gli avvistamenti di liquami nelle acque. In quest’ultima area, a 500 m dalla costa del lago, sorge poi il centro di compostaggio della Trasimeno srl., dove vengono trattati rifiuti organici di varia matrice. Il sito è interessato da un progetto che prevede la costruzione di un secondo impianto di compostaggio accanto a quello esistente, progetto contro cui spesso ci siamo pronunciati ma sul quale né l’Arpa, né l’Amministrazione, né addirittura Legambiente, pur informata, hanno avuto niente a che dire.

Nemmeno la nostra proposta di affrontare in maniera definitiva il problema delle colture nella fascia perilacuale e del relativo utilizzo di prodotti chimici, prevedendo una norma per cui in quest’area possa essere effettuata solo agricoltura di pregio, senza l’uso di chimica, ha riscosso successo. L’amministrazione già aveva rifiutato di inserirla nel documento inviato alla nuova Giunta regionale, e anche Legambiente e Arpa, di fronte all’intervento del capogruppo M5s durante la conferenza stampa di Festambiente, hanno mostrato scarso interesse.

Speriamo davvero che la cittadinanza castiglionese che vuole salvaguardare la propria terra si auto-organizzi in associazioni e comitati, affidarsi soltanto agli Enti pubblici e alle associazioni titolate, per quanto importanti come Legambiente, non basta.

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